Caso Benetton

Liberenotizie

Politica/economia

Accordo raggiunto con Benetton. Disposta a cedere la sua quota in Aspi

Giorgio Consolandi 

– Articolo di Patrizia Fabbrocino –

Una lunga ed animata notte a Palazzo Chigi, durata sino all’alba, quando finalmente è stato raggiunto l’accordo con Benetton, la quale ha accettato ogni condizione dettata dal premier Conte, rimasto irremovibile su determinati dettagli: “O Aspi accetta le condizioni che il governo le ha già sottoposto o ci sarà la revoca!”. Questo sarebbe stato l’ultimo avvertimento di Conte prima di presenziare all’incontro di Palazzo Chigi, aveva inoltre aggiunto “non si può tergiversare”.

I DETTAGLI

– abbattimento delle tariffe autostradali
– modifica dell’articolo 35 del decreto Milleproroghe riducendo da 23 a 7 miliardi l’indennizzo qualora fosse revocabile
– la garanzia di non attribuire al Governo alcuna richiesta di risarcimento riguardanti il ponte Morandi ed inoltre il diritto di recesso per il futuro qualora ci fossero serie inottemperanze da parte del concessionario dove provvederà con il risarcimento esclusivamente degli investimenti non ammortizzati.

PROTAGONISTA IL M5S

Ad un certo momento della riunione, la responsabile dell’Agricoltura, Teresa Bellanova si è fortemente inasprita mostrando ira per il sistema adottato e, subito dopo a concludere questa riunione, ci ha pensato chi!? il Movimento 5 stelle che è apparso molto irritato soprattutto nei confronti del premier Conte chiedendo di garantire l’uscita di Benetton dall’azienda.

LE FASI DEL PROCESSO

I tempi per la conclusione del processo sono abbastanza lunghi ma nell’arco di un anno si dovrebbe giungere alla conclusione e sarà così suddiviso:
– nella prima fase Cdp entrerebbe con il 51% dove ci sarebbe la separazione la quale porterebbe la famiglia Benetton tra il 10 e il 12%, al di sotto della soglia per poter entrare in Cda.
– nella seconda fase ci sarebbe la quotazione che dovrebbe portare a una società con un tasso di azione molto alto, sino al 50%, in cui potrebbero affacciarsi dei nuovi soci con un’operazione di mercato, sollevando così il peso alla famiglia Benetton ma su questo il M5S non cela il suo scetticismo per il lungo tempo alla conclusione del processo. “Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di serie inottemperanze nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (Aspi), nella quale sono state rese note delle alternative sulla definizione del caso. Aspi ha trasmesso due proposte transattive che riguardano un nuovo assetto societario di Aspi e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Il premier Conte riguardo ai contenuti, ovviamente ha intrapreso l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire qualora ci fosse un totale accordo transattivo”.
Ecco le condizioni riguardo alla transazione:
– misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro
– riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162)
– rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario
– aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario
– rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art 35 del decreto legge ‘Milleproroghe’
– accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.
Nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e Aspi garantiscono:
– l’immediato passaggio del controllo di Aspi a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – Cdp), attraverso:
– sottoscrizione di un incremento sul capitale riservato da parte di Cdp
– Acquisto quote di partecipazione da parte di investitori istituzionali
– Cessione diretta di azioni Aspi ad investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi
– la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di Aspi in Borsa. Gli azionisti della Società valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con conseguente aumento del flottante. In caso diverso Atlantia sarà disposta a cedere l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento”.

Patrizia Fabbrocino

Accordo raggiunto con Benetton. Disposta a cedere la sua quota in Aspi

Giorgio Consolandi 

– Articolo di Patrizia Fabbrocino –

Una lunga ed animata notte a Palazzo Chigi, durata sino all’alba, quando finalmente è stato raggiunto l’accordo con Benetton, la quale ha accettato ogni condizione dettata dal premier Conte, rimasto irremovibile su determinati dettagli: “O Aspi accetta le condizioni che il governo le ha già sottoposto o ci sarà la revoca!”. Questo sarebbe stato l’ultimo avvertimento di Conte prima di presenziare all’incontro di Palazzo Chigi, aveva inoltre aggiunto “non si può tergiversare”.

I DETTAGLI

– abbattimento delle tariffe autostradali
– modifica dell’articolo 35 del decreto Milleproroghe riducendo da 23 a 7 miliardi l’indennizzo qualora fosse revocabile
– la garanzia di non attribuire al Governo alcuna richiesta di risarcimento riguardanti il ponte Morandi ed inoltre il diritto di recesso per il futuro qualora ci fossero serie inottemperanze da parte del concessionario dove provvederà con il risarcimento esclusivamente degli investimenti non ammortizzati.

PROTAGONISTA IL M5S

Ad un certo momento della riunione, la responsabile dell’Agricoltura, Teresa Bellanova si è fortemente inasprita mostrando ira per il sistema adottato e, subito dopo a concludere questa riunione, ci ha pensato chi!? il Movimento 5 stelle che è apparso molto irritato soprattutto nei confronti del premier Conte chiedendo di garantire l’uscita di Benetton dall’azienda.

LE FASI DEL PROCESSO

I tempi per la conclusione del processo sono abbastanza lunghi ma nell’arco di un anno si dovrebbe giungere alla conclusione e sarà così suddiviso:
– nella prima fase Cdp entrerebbe con il 51% dove ci sarebbe la separazione la quale porterebbe la famiglia Benetton tra il 10 e il 12%, al di sotto della soglia per poter entrare in Cda.
– nella seconda fase ci sarebbe la quotazione che dovrebbe portare a una società con un tasso di azione molto alto, sino al 50%, in cui potrebbero affacciarsi dei nuovi soci con un’operazione di mercato, sollevando così il peso alla famiglia Benetton ma su questo il M5S non cela il suo scetticismo per il lungo tempo alla conclusione del processo. “Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di serie inottemperanze nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (Aspi), nella quale sono state rese note delle alternative sulla definizione del caso. Aspi ha trasmesso due proposte transattive che riguardano un nuovo assetto societario di Aspi e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Il premier Conte riguardo ai contenuti, ovviamente ha intrapreso l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire qualora ci fosse un totale accordo transattivo”.
Ecco le condizioni riguardo alla transazione:
– misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro
– riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162)
– rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario
– aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario
– rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art 35 del decreto legge ‘Milleproroghe’
– accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.
Nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e Aspi garantiscono:
– l’immediato passaggio del controllo di Aspi a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – Cdp), attraverso:
– sottoscrizione di un incremento sul capitale riservato da parte di Cdp
– Acquisto quote di partecipazione da parte di investitori istituzionali
– Cessione diretta di azioni Aspi ad investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi
– la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di Aspi in Borsa. Gli azionisti della Società valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con conseguente aumento del flottante. In caso diverso Atlantia sarà disposta a cedere l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento”.

Patrizia Fabbrocino